Sulle vecchie auto a Gpl arriva la tempesta perfetta. Molte, per mesi, potranno circolare solo a benzina, vanificando la spesa
dei proprietari che hanno appena cambiato le bombole del gas. Per non parlare delle deroghe alle limitazioni del traffico
per inquinamento che molti Comuni hanno concesso anche a questo tipo  di alimentazione, basandosi sul presupposto che gli interessati circolino a gas. Vanificati anche gli incentivi che lo Stato aveva erogato dieci anni fa per montare un impianto a gas o acquistare una vettura che ne era già dotata di serie.
GUARDA IL VIDEO - Auto Gpl: lunghe attese alla Motorizzazione dopo il cambio delle bombole
È l’effetto paradossale degli incentivi dello scorso decennio, combinato con le attuali difficoltà della Motorizzazione.
GUARDA IL VIDEO - Giro di vite su sosta selvaggia e guida al cellulare: ecco le nuove regole del codice della strada
Infatti, proprio grazie a quegli incentivi (partiti nel 2007), il Gpl raggiunse il suo picco storico: tra il 2008 e il 2009, mantenne una quota tra il 14 e il 15% tra le vetture nuove. Il tutto in un mercato stabilmente e sensibilmente sopra i due milioni d’immatricolazioni (un livello che oggi pare un sogno).


  • Auto
  • 07 aprile 2019

Le auto Gpl più vendute nei primi tre mesi del 2019
Così si è creato un “gruppone”, che ora arriva alla soglia dei dieci anni, il termine stabilito dalla Motorizzazione per la
sostituzione obbligatoria delle bombole del Gpl. Non ci poteva
essere momento peggiore: gli uffici della Motorizzazione, sempre più sguarniti di personale, non riescono a garantire che la «visita e prova» (che non è altro che un controllo per vedere se è stata installata davvero una nuova bombola e che sia del tipo indicato dai documenti) avvenga in tempi da Paese civile. È così per tutte le operazioni di competenza della Motorizzazione (tanto che l’ultima legge di Bilancio ha autorizzato anche i centri privati a effettuare le revisioni dei mezzi pesanti, disposizione che comunque è ancora inattuata).
GUARDA IL VIDEO - Italia prima in Ue in mercato auto ecologiche
Dunque, per mettere in regola la nuova bombola appena montata non bastano pochi giorni come sarebbe naturale per un’operazione
così semplice: ci vogliono alcuni mesi. Durante i quali la nuova bombola non può essere utilizzata: occorre circolare a benzina. Chi usa l’impianto a gas se ne
prende tutte le responsabilità se dovesse innescarsi un incendio, magari in seguito a un incidente.

Già normalmente il cambio obbligatorio delle bombole è un’operazione che richiede di fare bene i calcoli, perché il costo del nuovo pezzo, della manodopera e della pratica burocratica rischia di mandare in fumo parte dei risparmi
ottenuti usando il gas al posto della benzina. Ora si aggiunge il danno dovuto all’impossibilità di circolare a gas per mesi.
L’emergenza-Motorizzazione è nota a tutti gli addetti ai lavori. E anche ai politici, tanto che proprio ieri alcuni parlamentari
M5S hanno sentito il bisogno di ricordare che ora sono finalmente previste nuove assunzioni. Ma non sarà abbastanza per coprire i buchi causati da un quindicennio di blocco delle assunzioni, senza contare che il nuovo personale non entrerà in servizio a breve.

L’emendamento sul cambio delle bomole Gpl presentato da Tulio Patassini (Lega)
Così bisogna inventare altro per superare l’emergenza. La soluzione più a portata di mano sembra essere un emendamento al decreto Crescita. E in effetti il deputato leghista Tullio Patassini ne ha appena presentato uno che prevede di aggiungere all’articolo 78 del Codice della strada un comma secondo cui la «visita e prova» non è richiesta quando la nuova bombola è identica o simile a quella già annotata sulla carta di circolazioneper forma, capacità, dimensioni e spessore.
Bisogna però vedere se sarà approvato, in questo clima politico preelettorale in cui si parla di tutto rischiando però di
trascurare piccole cose di buonsenso.